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Vigneti

Le nostre vigne sono custodi di un paesaggio unico e di un sapere che continua a tramandarsi attraverso le generazioni

I nostri vigneti circondano La Fusina e monitorare i vigneti e lo stato di salute delle piante è un’occasione per entrare in sintonia con i nostri vigneti, per osservare i cambiamenti delle stagioni e percepire l’unicità di ogni appezzamento che ha caratteristiche proprie e contribuisce a definire l’identità dei nostri vini. 

Proprio all’inizio della strada che sale alla cascina si trova un grande appezzamento che occupa l’intero versante della collina. 

Qui produciamo il Dogliani Superiore nel vigneto storico della nostra azienda, risalente a più di 90 anni fa, il Langhe Nebbiolo e, nei vigneti un pò più giovani piantati da noi circa 25 anni fa,  il Langhe Barbera.

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A Dogliani coltiviamo principalmente Dolcetto, destinato sia al Dogliani DOCG Santa Lucia sia al Langhe Dolcetto.

Nei pressi della cantina troviamo invece i nostri vigneti di Pinot Nero e Chardonnay, dalle cui uve nasce l’Alta Langa

Abbiamo poi due vigneti a Monchiero, da cui nasce la nostra Barbera d’Alba, e tre a Monforte d’Alba, dedicati rispettivamente al Barolo, al Langhe Nebbiolo e alla Barbera d’Alba

Coltiviamo infine anche una piccola parcella di Sauvignon, situata sotto casa, che completa il mosaico dei nostri vini.

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Alcuni vigneti raccontano storie particolari

Il più significativo è quello del Dogliani Superiore DOCG San Luigi Cavagnè che nasce da una storia antica.

Il primo proprietario di quella vigna svolgeva proprio il mestiere del cavagnè, termine piemontese per indicare colui che lavorava i vimini per realizzare cesti (cavàgne).

Da qui il nome di fantasia, legato non al luogo ma alla vita e al lavoro di chi lo ha coltivato per primo. 

Si tratta inoltre di una delle vigne più vecchie dell’azienda, con oltre 90 anni di età.

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La nostra è una filosofia concreta, forse poco romantica, ma profondamente onesta..

Rispetto, buon senso, responsabilità

Il nostro approccio nasce da una convinzione semplice: qui viviamo e qui crescono i nostri figli.

Siamo certificati SQNPI, ma contano soprattutto le scelte quotidiane: lavoriamo in modo il più possibile non invasivo, riducendo i trattamenti al minimo e intervenendo solo quando necessario. 

Non utilizziamo diserbanti né intorno alla cantina né nei vigneti. La nostra è una viticoltura di buon senso, che non segue ideologie ma responsabilità: se un’annata lo richiede, interveniamo di più, senza estremismi. 

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Per noi sostenibilità significa trovare equilibrio tra rispetto dell’ambiente ed equilibrio economico, senza forzature o retorica

In cantina cerchiamo ogni giorno un punto di incontro tra innovazione e tradizione: innovare è necessario, soprattutto nelle tecnologie e nei processi, ma senza perdere la nostra identità, non crediamo nel “vino come una volta” se questo significa rinunciare alla pulizia e alla qualità del prodotto. 

L’obiettivo è ottenere vini armonici, sinceri e leggibili, capaci di esprimere territorio e stile. Il confronto continuo con l’enologo è parte fondamentale del lavoro, ma senza omologazione: ogni vino deve mantenere la propria identità. 

Anche per questo ogni vendemmia è diversa e irripetibile. Il nostro compito non è standardizzarla, ma valorizzarla, perché ogni annata racconta una sfumatura nuova del nostro lavoro e del territorio.

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Il lavoro in vigna

Il buon vino nasce solo dalla passione e dall’amore per la propria terra

Potatura

La forma di allevamento che noi utilizziamo viene chiamata a guyot. Viene scelto un tralcio dalle quali nasceranno le gemme che daranno vita a loro volta ai tralci fruttiferi.

La potatura media del dolcetto è intorno alle otto gemme, ma la scelta deve essere fatta in base alla forza della pianta che può essere valutata osservando lo sviluppo dei tralci nell’anno precedente.

Questa lunga operazione dura tutto l’inverno fino all’inizio della primavera. Con questo lavoro si determina tutta l’annata, quindi richiede massima attenzione e conoscenza della pianta.

Stralciatura

Dopo la potatura i tralci non scelti, chiamati sarmenti, vengono tagliati, ma non persi, infatti essi serviranno o a concimare il terreno nel momento della trinciatura oppure alcuni vengono raccolti in fascine che poi utilizziamo per scaldare il forno dove produciamo il pane che consumiamo giornalmente.

Scacchiatura

Viene effettuata in primavera-estate e viene chiamata anche potatura verde, in quanto si svolge sugli organi verdi della pianta.

Vengono eliminati i germogli che pur uscendo dal capo a frutto sono sterili e non servono per la potatura dell’anno seguente. Inoltre, vengono eliminati tutti i tralci doppi facendo già un primo diradamento.

Lo scopo di questa operazione è quello di evitare che la chioma si infittisca, va effettuata il più presto possibile (a germogliamento ancora in corso) quando i germogli sono ancora teneri.

Cordonatura

Verso gli inizi di luglio i tralci dei vigneti vengono piegati sull’ultimo filo, contenendone la crescita. Nel nostro caso i tralci che superano l’ultimo filo verranno tagliati con la macchina, questa operazione viene chiamata cimatura

Sfemminellatura

Per il Dolcetto, uva molto delicata, questo lavoro è importante e va fatto con molta attenzione, infatti bisogna andare a togliere le foglie interne al filare in modo da evitare umidità, ma bisogna lasciare le foglie esterne che danno ombra e protezione ai grappoli, soprattutto nelle vigne esposte al sole più caldo.

Diradamento

Con il diradamento viene tolta una parte dell’uva, permettendo a quella rimasta una maturazione migliore, normalmente vengono lasciati i grappoli più sani e grandi.

Questa operazione viene fatta quando il grappolo ha già iniziato a cambiare colore.

Vendemmia

La vendemmia è il momento culmine dell’annata, dove finalmente vengo raccolti i frutti del nostro lavoro, viene fatta manualmente, perché durante la vendemmia vengono presi con cura i grappoli, andando a scartare gli eventuali acini secchi o marci.

L’uva viene raccolta in cassette di plastica aperte da circa 22 kg, in modo che l’uva può rimanere areata durante il tragitto in cantina.